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TESTIMONIANZA: lo strano sospiro

  • Immagine del redattore: ghosthunters4mori
    ghosthunters4mori
  • 8 mar 2019
  • Tempo di lettura: 2 min

(foto tratta da https://ilmarenero.blogspot.com/)


Nel 2007 andai ad abitare con la mia famiglia in una piccola casa nella mia città. La casa, all'interno di un edificio di tre piani, non aveva nulla di moderno e fummo costretti a fare diversi lavori. Per anni era stata abitata sempre dalle stesse persone, poi ereditata dai figli che l'avevano affittata a noi. Già dal primo momento in cui entrammo, ricordo la strana sensazione che ci pervase. Una sensazione angosciante e di tristezza che colpì un po' tutti, me, mia mamma e mio padre. Era una casa freddissima d'inverno e caldissima d'estate. La notte cominciai a fare degli strani incubi, mai fatti prima. Nel sogno venivo inseguito da persone senza volto, poi all'improvviso mi svegliavo urlando frasi del tipo "lasciatemi stare, andate via". Quella casa fu anche abbastanza funesta per le nostre economie. Stranamente si verificavano sovente una serie di fenomeni in cui tutto ciò che veniva guadagnato con stenti e fatica, per casi improvvisi ed inaspettati, doveva essere speso nel giro di pochi giorni. Un pomeriggio mio padre riposava sul lettino. Una volta sveglio mi raccontò di aver udito un rumore nel corridoio e di aver visto un'ombra percorrerlo lentamente. Vi racconto questo fatto assurdo capitato a me personalmente. Io amo suonare la chitarra e registrarmi col telefonino. Nel riascoltarmi mi accorsi con stupore che alla fine del brano si sentiva un suono anomalo che assomigliava ad un sospiro. Pensai subito a qualche colpo di vento ma mi resi conto che le finestre erano tutte chiuse. Incredulo riascoltai più volte la traccia mentre quel respiro affannoso diventava sempre più nitido. Vi confesso che mi spaventai molto perché capii che non ero stato io. Passò qualche secondo dalla fine del pezzo, non una nota, non un fiatare da parte mia ma solo un sospiro venuto dal nulla. Nel 2010 decidemmo di andarcene. Mesi dopo esserci trasferiti, alcuni parenti che non conoscevano nulla della nostra storia vita vissuta in quella casa, ci raccontarono di una signora anziana che ci abitava prima di noi, che era morta proprio tra quelle mura. Ancora più sconcertante, fu che la stessa vecchina era stata sul tavolo della cucina prima di essere seppellita per tre giorni. Mi sentii male sapere che quella povera donna era stata adagiata proprio sul tavolo accanto a dove avevo suonato la chitarra. Ripensai al sospiro e all'ombra vista da mio padre. A distanza di anni voglio pensare che abbia voluto farci sapere che lei non se n'era andata, era ancora in quella casa. Molto probabilmente il nostro vivere male di quegli anni era proprio legato dal fatto che pure lei avesse vissuto una vita triste e di stenti e per chissà quale motivo le mura della casa avessero assorbito come una spugna quegli attimi, quella vita fatta di numerosi sacrifici, che inevitabilmente con la mia famiglia abbiamo rivissuto.



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