ROBERT: particolari inediti che riguardano la famosa bambola "maledetta"
- ghosthunters4mori
- 8 dic 2022
- Tempo di lettura: 3 min
Aggiornamento: 8 lug 2024

SECONDO LE LEGGENDE, SE DAI UN NOME O UN'IDENTITA' AD UNA BAMBOLA E' INEVITABILE CHE QUELL'OGGETTO VENGA POSSEDUTO O FINISCA PER CONTENERE UN'ESSENZA SPIRITICA... (Mark Muncy autor creepy Florida)

Questo è quello che fece Robert Eugene Otto quando ricevette in dono dai suoi genitori un bambolotto al quale diede il suo nome.
Se ne affezionò a tal punto da trattarlo come se fosse un bambino vero.
Ben presto i genitori e la servitù si accorsero che c'era qualcosa che non andava: le stanze erano spesso messe in disordine ma quando chiedevano ad Eugene delle spiegazioni, questi gli rispondeva che era stato Robert.
E non solo. Spesso si sentiva il bimbo conversare con qualcuno che puntualmente gli rispondeva, nonostante ovviamente fosse da solo. Anche i vicini e i passanti erano sicuri di aver visto più volte la bambola muoversi da una finestra all'altra quando non c'era nessuno in casa.

Dopo la morte dei genitori Eugene si trasferì a Parigi dove conobbe Anne. Tornati negli Stati Uniti si trasferirono nella casa di famiglia dove fra i tanti ricordi, chiusi dentro a dei bauli, trovarono Robert. Non appena lo vide, l'uomo, abbracciò la bambola e cominciò a conversare con lui come se fosse un vecchio amico che non vedeva da parecchio tempo.
Non ci volle molto per far capire alla signora Otto che Robert aveva qualcosa di malvagio, ma fortunatamente riuscì a convincere il marito a chiudere la bambola in soffitta dove vi rimase fino a quando la casa non venne acquistata da un'altra famiglia. Anche loro avevano una bambina di dieci anni, che trovò la bambola e la tenne per sé. Una notte la bimba gridò e raccontò ai suoi genitori che la bambola l'aveva aggredita nel tentativo di assassinarla. Ancora oggi, da adulta, continua a sostenere la presunta vitalità di Robert.
Da quel giorno la bambola venne donata al East Fort Martello Museum dove si trova ancora oggi.
SALUTARE E PRESENTARSI A ROBERT.
CHIEDERE A ROBERT IL PERMESSO DI POTER TOCCARE LA SUA TECA O DI POTERLO FOTOGRAFARE.
ALLA FINE CONGEDARSI DA LUI RINGRAZIANDOLO

Queste sono le regole che bisogna scrupolosamente seguire non appena ci si avvicina alla sua teca.
Basta non rispettarne qualcuna, che il malcapitato non appena fa rientro a casa, dopo poco tempo vede la sua vita trasformarsi letteralmente in un inferno.
Infatti sono centinaia le lettere che il museo giornalmente riceve da persone che chiedono scusa a Robert per averlo offeso e per non aver creduto in lui, con la speranza di far tornare la propria vita serena come lo era prima d'incontrarlo.
Secondo la leggenda, la maledizione della bambola risale al giorno in cui uno dei servi della famiglia Otto, per vendicarsi della severità che questi avevano nei confronti dei loro dipendenti, praticò un rito di magia nera maledicendo la bambola, storia in parte confermata dalla medium Cindy Kaza, chiamata da chi gestisce il museo per capire quale sia la causa scatenante degli avvenimenti negativi che riguardano Robert, dopo che alcuni dipendenti lo hanno visto più volte muoversi da dentro la teca e addirittura intravisto vagare di notte nelle stanze della struttura.
Secondo la donna, la bambola essendo un oggetto inanimato non può essere posseduta. Piuttosto funge da attrazione per quegli spiriti che negli anni sono stati i suoi proprietari e che una volta morti si sono attaccati al loro oggetto senza volersene più staccare. Secondo lei si tratterebbe di una specie di portale che fungerebbe d'attrazione per questi spiriti che non è facile da chiudere perché non è dato sapere con certezza come sia stato creato.
Spiriti che Robert, da qualsiasi parte sia stato, finisce per attirare a se in numero sempre maggiore... energie diventate talmente numerose e potenti da riuscire a interagire con lui.
Ecco perché sono tantissime le persone che giurano di averlo visto muoversi e addirittura camminare. Sono proprio loro a far si che questo accada.
Di GH4mori
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